I nostri autori

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Joan Josep Barceló I Bauçà (Palma di Maiorca – Spagna, 1953). Ha studiato scienze umane e scientifiche nelle Università di Barcellona, Isole Baleari, Madrid e Londra. È autore di numerosi libri di poesia in catalano e italiano. Sviluppa uno stile caratterizzato dal surrealismo e dall’astrazione, con riferimenti a un mondo onirico e mitico, spirituale e carnale, alla ricerca di un concetto rivoluzionario. Ci parla della terraferma e del blu dell’oceano Artico e paesaggi polari in svalbard e drømmeøya, seguendo le caratteristiche di un universo in cui la parola diventa il soffio di un nuovo tempo e si trasforma in carne cruda per diventare un mare di tempeste nella notte. Luce e oscurità dominano il linguaggio finché il desiderio è la scintilla del fuoco e solo la vita può sopravvivere in un’emergenza improvvisa. La ricerca di un infinito ci rende nomadi che cercano un attimo di tenerezza, un desiderio di trovare gli unici esseri che hanno le chiavi di persistenza per aprire il cosmo e per renderci i collegamenti covalenti di una vita che va oltre la stessa esistenza in un suicidio mafico della stessa parola, così che la poesia prende la forza del tempo e diventa una furia di sangue e ci permette di vivere più intensamente e di rinascere dopo dal grembo della madre di cui siamo tutti figli tra scintille di elettronegatività.

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Simone Barlettai, docente di lettere laureato in Storia e civiltà presso l’università degli studi di Pisa, ha pubblicato articoli su temi danteschi e storici su riviste cartacee e telematiche italiane, spagnole e brasiliane. Ha tenuto inoltre diverse conferenze dantesche in Italia ed ha partecipato a convegni organizzati da università straniere.

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Lorenzo Bartoletti, secondo di tre figli, nasce a Terni il 30 marzo 1995. Per motivi di lavoro del padre, trascorre l’infanzia e l’adolescenza in giro per l’Italia, tra Firenze, Milano, Roma e Trento, prima di approdare a Lecce, dove consegue la maturità classica all’Istituto Marcelline. Successivamente inizia la carriera universitaria presso la Luiss Guido Carli di Roma laureandosi in Scienze Politiche. Attualmente, frequenta il corso di Giurisprudenza nel medesimo ateneo per ottenere un secondo titolo di studio. La sua prima opera letteraria, a cui segue questa, è “Progius – i due eredi”.

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Paolo Bensi ha vinto nel 2014, nel 2018 e nel 2019 il “Premio Fersen alla Drammaturgia” rispettivamente con i testi teatrali “La Macchia”, “Caro Buio” e “Murmur Muri”; nel 2018 e nel 2019 ha vinto il “Concorso Autori Italiani” indetto dalla rivista “Sipario” rispettivamente con i testi teatrali “Caro Buio” e “Murmur Muri”; nel 2019 ha vinto il “Concorso Tragos Ernesto Calindri” con il testo teatrale “Caro Buio”; ha inoltre pubblicato un dramma in due atti, “Juana”, i due atti unici “Miriam e la Vergine” e “Alina e le lucciole”, la trilogia teatrale intitolata “Il richiamo dell’oltre” contenente i tre atti unici “La Macchia”, “Tu ti chiami Rosa” e “De Profundis” e il romanzo “Cronaca d’una finzione”.

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Debora Bigiavi, cantante, autrice di testi musicali, è oggi anche poetessa ad ampio raggio su tematiche esistenziali, soprattutto incentrate sul quel passaggio essenziale costituito dal conoscere se stessi per spiccare poi il volo vitale, con indipendenza e libertà di pensiero.

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Lia Bronzi, critico letterario e d’arte, poetessa e operatrice culturale. È nata a San Giovanni Valdarno dove risiede. Ha collaborato con la casa editrice Bastogi per la quale ha prefato numerosi libri e curato varie antologie e la Storia della Letteratura Italiana con saggi critici, così come collabora con le Edizioni Helicon per le quali ha scritto numerose critiche e saggi su varie antologie e libri d’arte, ed ha curato l’epistolario tra il Re Umberto II di Savoia e il Ministro della Real Casa Marchese Falcone Lucifero dal titolo “La solitudine del re”. Ad oggi collabora con la Casa Editrice Cairo-Mondadori e con le Edizioni Setteponti. Ha pubblicato tre libri di poesia. “Il volo della fenice” (Bastogi Editore, 2005), “Il campo delle ortiche” (Bastogi Editore, 2009) e “Ti parlerò d’amore” (Bastogi Editore, 2012). Come operatrice culturale è Presidente emerita e garante della “Camerata dei Poeti” di Firenze e Direttore Artistico del “Giglio Blu di Firenze”; ha collaborato con “Pianeta Poesia”, il “Centro d’Arte Modigliani” di Scandicci; con “Il Simposio” di Anzio (presidente Giuliana Bellorini Malosso) ha promosso il gemellaggio con la Camerata dei Poeti e con il Giglio Blu di Firenze. È stata nominata Preside onorario della francese Università Mediterranea René Cassin. È presidente o membro di giuria in vari premi letterari. Rappresenta il mondo femminile ai colloqui interreligiosi con i rappresentanti delle più importanti religioni monoteistiche nei locali della Regione Toscana. Ha ricevuto nel 2017, nella Repubblica di San Marino, il premio “Golden woman” da parte dell’Associazione Pegasus.

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Ernestina Carrato, nasce a Salerno il 3 maggio 1963 e risiede a Montevarchi (Arezzo), ormai da diversi anni, dove svolge la sua professione di Farmacista. Alla sua attività professionale affianca la pittura, il canto, l’opera lirica, la musica da camera, il collezionismo, il volontariato e la letteratura con poesie e racconti. La passione per l’arte e la letteratura si palesa in tenera età con la composizione della sua prima poesia nel 1973 a cui seguono lavori su piatto e su tela con tecnica ad olio. Il vero inizio del suo cammino da poetessa è stato nel 2017 con la partecipazione a vari reading poetici organizzati da Enrico Taddei per conto dell’associazione culturale “Giglio Blu di Firenze” e ad un’estemporanea di poesia curata dalla Sig.ra Sabrina Capurro, “Poesia fra le Rose”, occasione in cui le è stato conferito il premio della giuria per la poesia “Rosa Mistica”. Comincia così a pubblicare poesie sulla rivista di arti varie “Luogos” dell’associazione culturale “Giglio Blu di Firenze” e in altre numerose antologie di varie case editrici. Negli ultimi anni, le poesie e i racconti di Ernestina Carrato hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti dalle giurie di diversi concorsi letterari.

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Rossano Carsughi, Quello che voglio esprimere in poesia sono le emozioni, d’amore, di gioia, di dolore, di paura, vissute lungo il cammino della mia vita per raggiungere mete, sconosciute e misteriose, del nostro inconscio che si perdono nei sogni celati nella nostra anima e che fuggono dalla realtà.

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Alda Casini: Sono nata a Piombino, città di mare, da genitori toscani. In questa città ho passato gli anni più belli e spensierati della mia giovinezza. A Piombino ho compiuto gli studi di base e scoprendomi con la passione per il disegno di moda, coltivato sin da bambina e consigliato anche da mia madre, ho capito che proprio quella era la mia strada. Convinta di questa mia vocazione, ho frequentato scuole di alto livello stilistico perfezionando il mio stile e acquisendo la possibilità di partecipare a “Pitti Bimbo” a Firenze. Da sposata, la mia vita è cambiata ed ho terminato il mio tanto amato lavoro da stilista, ma il disegno e la pittura sono rimasti nel mio cuore: uso una tecnica molto particolare a inchiostri di chine colorate, gli stessi che usavo quando disegnavo per le case di moda. Trasferita a Colle di Val d’Elsa, ho iniziato a fare mostre di pittura con tale tecnica. Il soggetto preferito rimane il mare che amo tanto e che ho soprannominato  “il vecchio”. Proprio per questo soggetto sempre presente nelle mie opere, ero conosciuta come “la pittrice del nostro mare”. Ho poi iniziato a realizzare nuovi paesaggi con valori cromatici della terra di Siena che delineano colline immaginate dalla linea perfetta, creando “paesaggi di sogno”. Questa nuova paesaggistica di terra, unita alla precedente marina, ha dato il titolo “Terra e Mare” alle molte mostre che sono seguite. Nell’estate del 2002 venni invitata a partecipare ad una mostra collettiva in Austria, a Melk, in un castello del 1200 sul Danubio: un progetto assai importante nell’estate Austriaca, sponsorizzato a livello regionale, dal nome “Venire e andare”. Negli anni successivi ho continuato a scrivere e disegnare, occupandomi soprattutto di moda, storia e attualità, concentrando la mia attenzione sulla condizione della donna, tema che mi ha preso e appassionato. A tal proposito, nell’estate del 2014 ho esposto, alla Fortezza di Montalcino in provincia di Siena, una parte delle mie opere grafiche riguardanti il Medioevo in Toscana, ed una parte riguardanti l’Africa ed i suoi costumi. Da allora mi sono dedicata a scrivere libri che presentassero le mie opere grafiche e che mi aiutassero ad approfondire quello stesso messaggio trasmesso da ogni disegno. La “Galleria Magiotti” di Montevarchi ha fatto da cornice alla presentazione dei libri e alle relative mostre pittoriche: nel 2017, “Il Novecento – il mio secolo”; nel 2018 “Il Medioevo, costumi, borghi e castelli tra il senese e la maremma Toscana”. Nel 2019 ho fatto ben due esposizioni e presentazioni: “Radici dell’Anima – Piombino dagli etruschi ai giorni nostri” e “Viaggio”.

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Stefano Chiesa (Milano, 1990) è un giovane scrittore, filosofo, letterato, critico musicale e pianista. Le sue riflessioni attraversano trasversalmente svariati ambiti culturali. È autore di 4 libri (1 romanzo e 3 saggi, tra il 2017 e il 2020), per la casa editrice “AlboVersorio”.

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Giuliana Colella è nata a Pescara dove risiede. Laureata in Lettere Classiche, ha insegnato Italiano e Storia presso le Scuole Statali Secondarie di Secondo Grado e, in seguito, in una scuola privata. Coltiva la passione della scrittura da sempre, ma solo dal 2001 ha cominciato a partecipare a vari concorsi letterari con racconti che sono entrati a far parte di accreditate antologie. Ha pubblicato: “L’eroe Guiscardo ed altri racconti” (2001); “Inquietudine ed altri racconti” (2006); “Il mio mondo ed altri racconti” (2008); “Donne e delitti” (2010); “Storie di disagio mentale” (2011); “Lettere a Flavio”, scritto con lo pseudonimo Irene (2013); “Racconti segreti” (2014); “Vie di fuga” (2015); “Racconti inquieti” (2017); “La vecchia” (2018). Nel 2020, per le Edizioni Setteponti, pubblica la sua prima raccolta poetica dal titolo “Poesie della malinconia”.

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Duccio Corsini, nato a Firenze nel 1973, è poeta e narratore. Laureato in Scienze Politiche presso la Facoltà Cesare Alfieri di Firenze, in poesia ha pubblicato: “Il sole nel silenzio” (Polistampa, 2012), “La terrazza sul lungofiume” (Bastogi Libri, 2013), “Il vento dell’anima” (Ibiskos Ulivieri, 2014) che è stato presente al salone del libro di Torino e a quello di Londra, “Allo specchio nel mare della vita”(Bastogi Libri, 2015), e “Fuochi di luce tra i limoni” (Bastogi Libri, 2018); ognuno di questi libri si è classificato nelle prime 3 posizioni dei concorsi a cui ha partecipato. È presente nelle antologie poetiche “I poeti contemporanei e la critica, volume II” (Bastogi, 2012), “Voci fiorentine” (Ibiskos Ulivieri, 2013), “Dizionario degli autori contemporanei” (Ibiskos Ulivieri, 2015), “Letteratura italiana – Poeti e narratori italiani” (Bastogi Libri, 2015) e “Viva poesia contemporanea” (Setteponti, 2020). Nel 2016 ha esordito anche in narrativa, pubblicando i seguenti romanzi: “Il richiamo della voce del mare” (Helicon, 2016), “Gli stormi nel cuore di Eleonora” (Helicon, 2017) e “Oltre il ruvido guanto del passato” (Editoriale Giorgio Mondadori, 2019). Anche questi libri sono arrivati nelle prime 3 posizioni dei concorsi cui hanno partecipato. Dopo essere stato segretario della “Camerata dei Poeti di Firenze” nel periodo 2014 – 2019, attualmente è membro del consiglio direttivo di “Pianeta Poesia” e vicepresidente dell’associazione culturale “Giglio Blu di Firenze”.

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Edgardo Ferrari, è nato a Bologna il 7 novembre 1958, è residente a Sambuca Pistoiese (PT) e si è laureato in lingue e letterature straniere presso l’Università degli studi di Bologna con una tesi sul “Tristram Shandy di Laurence Sterne e il codice romanzesco in formazione”. Il nonno paterno Roberto era di Sambuca, mentre la nonna Ines Fornaciari (lontana parente di Enzo Biagi e Francesco Guccini) era di Pavana. Il padre Gastone è stato medico condotto e partigiano nella zona oltre che Sindaco di Granaglione prima, durante e dopo il 25 aprile del 1945.
Appassionato di auto storiche e giornalista pubblicista ha iniziato la sua carriera come collaboratore del mensile “Auto d’epoca” di Treviso. Successivamente ha scritto studi ed articoli di interesse storico, locale, linguistico e dialettologico collaborando anche con la rivista “Gente di Gaggio” e con il mensile “La Gazzetta dell’Appennino”. Inoltre, ha partecipato alla compilazione del “Dizionario Toponomastico del Comune di Sambuca Pistoiese” curato dall’Ing. Natale Rauty e alle numerose ricerche compiute da Francesco Guccini sui dialetti locali pubblicando nel 1997 il saggio “Tracce di isoglosse e sostrato nei dialetti pavanese e sambucano”. Dal 1995 al 2005 è stato vice-direttore della testata giornalistica di “Appennino TV” per conto della quale ha condotto numerosi servizi, inchieste e interviste a personaggi famosi. Dal 2008 è collaboratore del periodico di Faenza “Epocauto”. Collaterale a queste attività giornalistiche e di studioso, il Ferrari ha sempre coltivato anche la scrittura di racconti e opere teatrali. Dopo una preparazione durata parecchi anni, nel 2017 ha pubblicato un romanzo che prende spunto dalla sua storia familiare e personale intitolato “Dov’è finito lo scimmiottino rosa?”. Successivamente ha scritto un’opera piuttosto originale che ha il merito di unire l’attività di scrittore a quella di studioso di storia di motori e dopo anni di ricerche e di esercitazioni della memoria, nel 2018 ha pubblicato il volume intitolato “Storie di storie di rottami, regine e motori” che ha proprio per oggetto la passione per le auto storiche e per i personaggi che l’autore ha incontrato nell’ambito di questo mondo. Dal giugno 2004 al 2014 ha ricoperto la carica di Assessore alla Cultura del Comune di Sambuca Pistoiese.

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Ornella Ferrari Pavesi, pittrice e scrittrice, si è laureata in Lingue e Letterature Straniere (Tedesco) all’Università IULM di Milano con una tesi sull’opera novellistica di C. F. Meyer. Novarese, ha vissuto in diverse località italiane (Novara, Savona, Siracusa, Roma) sino al 1997, anno in cui si stabilisce ad Anzio. Divide il suo tempo tra Anzio, in riva al mare e Campertogno, in Valsesia. In poesia ha pubblicato: “Elpìs” (MEF L’Autore Libri Firenze, 2005) e “D’attese l’ombra assorta” (MEF L’Autore Libri Firenze, 2006). Nel 2008 ha esordito anche in narrativa, pubblicando “Varga Monga” (Bastogi Editore, 2008), proseguendo poi con “Un Burattinaio tra i Mille” (Diamond Editore, 2011), “Il Varco della Monaca” (prima in ebook kindle e poi per Europa Edizioni, 2018), fino alla pubblicazione di “Io Libro” (Edizioni Setteponti, 2020).

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Maria Cristina Fineschi è nata a Firenze e risiede a Cavriglia (AR). Si dedica alla scrittura da sempre, ma solo dal 2017 ha cominciato a partecipare a concorsi letterari e a pubblicare libri. Il suo nome figura pertanto nelle antologie-ricordo di diversi Premi. Socia dell’associazione culturale “Giglio Blu di Firenze”, oltre a dipingere, ha pubblicato racconti e poesie, nella rivista “Luogos” e nelle antologie di poesia e narrativa italiana “Bouquet”. Frequenta laboratori di teatro e di pittura steineriana. Ambientalista ed ecologista, vive in campagna allevando animali e coltivando piante. Ha pubblicato “Dalla periferia del giorno” (Edizioni Helicon, 2018) e “Questa non è una rosa” (Edizioni Setteponti, 2019).

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Carolina Gentili poetessa e attrice fiorentina. Comincia l’attività poetica dopo una esperienza di teatro danza nel 1997; consegue da subito a livello nazionale numerosi riconoscimenti per la sue liriche tra cui al Concorso Nazionale di poesia “Spiaggia di velluto” di Senigallia del 1997 e al Concorso Internazionale Jacques Prevert del 2000 organizzato dal Club dei Poeti di Milano. Le sue poesie sono state selezionate e poi pubblicate nei volumi Voci del Duemila I poeti del terzo millennio di KULT Underground e nell’Antologia del premio letterario Fonopoli parole in movimento 1999/2000. Ha pubblicato nel 1998 “Attesi da un incontro” a cura di Gilberto Baroni edito da Studio Editoriale Fiorentino. Nel 2000 compone le sillogi inedite “Frammenti poetici” e “Quadri”, l’ultima delle quali ottiene riconoscimenti a diversi concorsi letterari. Contemporaneamente allo sviluppo del suo interesse per la poesia Carolina Gentili comincia l’attività teatrale come attrice; è parte del gruppo originario che costituisce la compagnia teatrale CDRC Coro Drammatico Renato Condoleo di Firenze diretta da Paolo Bussagli, nata con lo scopo della diffusione del Metodo Mimico di Orazio Costa. Carolina Gentili prende parte a quasi tutti gli spettacoli con ruoli rilevanti, spettacoli che toccheranno tra l’altro diversi tra i più prestigiosi teatri d’Italia. È docente di Metodo Mimico e firma le sue prime regie con gli spettacoli “La Flautista e Diotima” con Barbara De Pace, “Donne e Islam”, “Rime in morte di Madonna Laura”, “Voi ch’ascoltate in rime sparse”, “La lezione” di Ionesco. L’esperienza teatrale la stimola ad interessarsi alla scrittura drammaturgica, partendo da elaborazioni drammatiche di testi teatrali come “la Flautista e Diotima” da “Diotima e la suonatrice di flauto” di Ida Travi. Ultimamente dopo la conversione si sta interessando a temi religiosi e alla fede. Per maggiori info: http://lnx.carolinagentili.com; https://adtendere.blogspot.com; email carolina.gentili@yahoo.com

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Salvatore La Moglie è nato a Lauropoli (CS) nel 1958. Laureato in Lettere a Milano, nel 1998 ha pubblicato, per la Pellegrini, il suo primo romanzo, La stanza di Pascal e, nel 2000, per la Rubbettino, Il cocchio alato del tempo. Nel 2017 sono state pubblicate, da Aletti, la raccolta La parola che resiste e i Profili letterari del Novecento, mentre nel 2018 la nuova raccolta Il poeta è un minatore e da Macabor la raccolta di fiabe Caporal Tabacco e altre storie e il racconto lungo Hanno rapito Moro! Nella prima metà del 2020, sempre per Macabor, ha pubblicato la nuova edizione de Il cocchio alato del tempo, il racconto lungo Hanno ucciso Moro! e la silloge Il poeta e la pandemia. Numerosi sono i riconoscimenti finora ottenuti e i testi poetici e narrativi pubblicati in svariate antologie.

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Ilia Lari: Ora, in un’età che lascia lo spazio al vedere la vita più dall’alto, ritrovo me stessa nelle mie sensazioni più spirituali e nei sentimenti, che fanno valere quei modi di pensare e vedere le cose, presenti in me anche nel mio passato, anche nei confronti degli altri. Non vogliono essere dei giudizi ma semplici modi di mettere in evidenza dei fatti, tutto ciò utilizzando la forma poetica. Lasciando quindi, senza rinnegarlo, il mio impegno politico di tanti anni fa e, al contempo, mantenendo il mio ruolo di madre e di anima aperta alla contemplazione della bellezza artistica e alla conoscenza di persone che, come me, amano la poesia.

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Alessandro Lo Presti, nato a Firenze 56 anni fa, vive a Reggello (FI). Si è formato professionalmente dentro la Pubblica Amministrazione, dove attualmente si occupa delle relazioni istituzionali presso il Gabinetto del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Fin da giovanissimo ha coltivato due grandi passioni: la politica, dove ha maturato numerose esperienze politico-istituzionali e il Buddismo della scuola dell’Istituto Soka Gakkai di cui è stato uno dei primi praticanti in Italia. Ha già pubblicato nel 2017 la raccolta di poesia “Un Universo piccolo piccolo” e nel 2018 il saggio “Destinazione Felicità”, entrambi per le Edizioni Helicon, per i quali ha ricevuto la Menzione d’Onore per l’Attività Letteraria dalla Giuria del Premio Internazionale Letterario ed Artistico “Giglio Blu di Firenze 2019”.

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Gabriele Meucci è nato a Montevarchi nel 1972 e risiede da molti anni a Terranuova, paese natale del grande umanista e storico Poggio Bracciolini. La sua vena poetica ha trovato origine e ispirazione nei film del regista sovietico Andrej Tarkovskij e nelle opere di illustri poeti italiani come Giacomo Leopardi, Giuseppe Ungaretti e dell’amico Evaristo Seghetta Andreoli. Dotato da sempre di acuto spirito d’introspezione e profonda curiosità per le relazioni tra l’uomo e la Natura, riesce a coniugare la sua poetica, meditando sul Destino che permea l’intero Universo, nell’ambito di un ampia cornice di pensiero che spazia dalla filosofia alla fisica, dalla cosmologia alle scienze della vita fino alle religioni e alla storia del pensiero cinematografico. Negli ultimi anni Meucci si è appassionato sempre più allo studio e alla contemplazione di discipline ed opere artistiche, architettura, pittura, scultura, cinema, ecc. e presenta un profondo interesse per la letteratura, italiana e straniera, di ogni epoca e cultura. Ha ricevuto vari riconoscimenti in Premi nazionali ed internazionali di letteratura e poesia.

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Sandro Mugnai nasce a San Giovanni Valdarno (Arezzo). Dopo varie esperienze lavorative, lascia l’Italia e va in Inghilterra dove apprende la lingua lavorando nei circuiti alberghieri. Da queste esperienze pubblica il libro di poesie: “Earl’s court”. Tornato in Italia, tra un girovagare di lavori più disparati, continua a scrivere e pubblica a Firenze il libro di poesie “Aller-retour” (L’Autore Libri Firenze, 2000). Nel 2011 esce la raccolta poetica “Sul margine di un’anima graffiata” (a cura di Lia Bronzi, Bastogi Editrice Italiana) che racchiude e approfondisce le tematiche già in evidenza nei primi due libri. Nel 2006 esce con l’associazione culturale “Giglio Blu di Firenze” una raccolta antologica, a cura di Lia Bronzi, con la partecipazione di poeti e pittori che hanno interpretato il senso delle liriche, dal titolo “Sparsa Colligere”. Mugnai vi partecipa con due poesie: “Hai rovesciato l’anima” e “Ora è lavoro e fatica”, dedicate alla pittura informale del pittore Valter Malandrini. Partecipa nel 2008 al Premio letterario internazionale “Lilly Brogi” a Firenze, classificandosi terzo. Nel 2016 riceve dal premio letterario “La Ginestra di Firenze” il Premio Speciale della Giuria per la poesia inedita, e nel 2017 il Secondo Premio con la seguente motivazione: «viene consegnato dalla giuria al poeta Sandro Mugnai il premio per la capacità di comporre poesie di alto valore lirico esistenziale con sfondo di religiosità laica nello snodarsi di versi liberi, comunque eleganti e poetici». Partecipa nel 2018 al 43° Premio Letterario Casentino e ottiene dalla Commissione Giudicatrice il Premio Speciale della Giuria per la Poesia. In collaborazione con il pittore informale Valter Malandrini compone le liriche che accompagnano le mostre del pittore in varie città come a San Giovanni Valdarno, Cortona e Urbino. In particolare la mostra dedicata alla musica classica dal titolo “Suoni dimenticati”. Nel 2017 ha pubblicato la raccolta di poesie “Le lacrime dell’assoluto” (Edizioni Helicon, 2017). Le sue pubblicazioni sono state recensite nella rivista di arti varie “Luogos” dell’associazione “Giglio Blu di Firenze”. Pubblica nel 2020, con le Edizioni Setteponti di Enrico Taddei, la plaquette di poesia “La Fuga” con Prefazione di Lia Bronzi.

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Docente di storia e filosofia nei licei e presidente del Judo club di Sesto Fiorentino, Iacopo Nappini è autore di saggi, libri, pamphlet, articoli, brevi video su argomenti di storia, filosofia e di attualità inerenti il mondo della scuola e la crisi della società contemporanea. Di recente pubblicazione La Memoria perduta (2019), Memoria e confine (2017), Diario precario (2015) e Tre allegorie sulla Seconda Repubblica (2015). Studioso di storia militare e appassionato di modellismo, si dedica a progetti ed attività di divulgazione culturale, storica e filosofica.

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Anita Norcini Tosi, teologa, è docente in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale in veste di Professore a contratto. Ha tenuto, a Firenze, svariate conferenze presso la Casa di Dante, in Palazzo Vecchio, alla Biblioteca delle Oblate, alla Fondazione CRF Sala Folco Portinari e presso il Palazzo Pan­ciatichi della Regione Toscana dove, in particolar modo, ha anche condotto le conferenze degli incontri interreligiosi, con importanti rappresentati delle religioni presenti in Italia. Ha collaborato come critico letterario ed artistico ed ha organizzato eventi presso il caffè-Le Giubbe Rosse di Firenze. Dal 2004 è Presidente dell’Associazione, Movimento Culturale, “Il Cenacolo” e dal 2020 è Presidente dell’Associazione Culturale “Creati-Vita”. Autrice di numerosi articoli su riviste come “Nuova Antologia” e “Medicina e Chirurgia – Journal of Ita­lian Medical Education”, così come sul giornale “Toscana Oggi”. Ha pubblicato due volumi di poesia, uno dal titolo “Quell’Unica Perla” (ed. MIR, 2004), l’altro dal titolo “Vibrazioni” (Bastogi, 2007). Nel 2015 ha pubblicato il volume “Firenze, il Bello e il Mistero” (Ed. Cooperativa Firenze 2000).

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Stefano Patera, poeta e scrittore, nasce a Galatina (Lecce) il 23/10/1972 e dopo gli studi tecnici conseguiti nel Salento si trasferisce a Milano dove lavora come impiegato al Comune e nel frattempo si laurea in Scienze dell’Amministrazione all’Università degli Studi di Milano. Sposatosi nel 2012 con la francese Delphine, risiede a Parigi, dove attualmente lavora come Animatore nella Scuola Elementare del Comune di Parigi. Stefano Patera ha pubblicato a Parigi nel 2013 il libro intitolato “Poesie, Aforismi e Prospettive” in lingua italiana. Nel 2015 il libro intitolato “Les vagues de mon destin”, in lingua italiana e francese e nel 2017 il libro intitolato “Un jour, deux destins” in lingua francese.

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Osvaldo Alvaro Pazzagli, è nato a Pietraviva, un piccolo paese con una manciata di abitanti in provincia di Arezzo. I suoi genitori, Luigi e Vittoria, a me ed ai miei due fratelli maggiori, hanno trasmesso quel grande patrimonio morale fatto di correttezza, responsabilità, rispetto del prossimo e di tanti altri valori che oggi purtroppo sono scomparsi. La miseria, le avversità, le paure e la sofferenza subite nella sua prima giovinezza, non sono state poche; per esempio vivere sulla pelle e nel cuore la seconda guerra Mondiale, con un carattere ipersensibile, non è stato facile. (…) È con la rinascita del Paese Italia, nel dopoguerra, che la sua famiglia non trascurò nessuna delle opportunità che si presentavano per un futuro migliore e, con tanta volontà e un pizzico di fortuna, le cose per loro cambiarono radicalmente. Suo padre, che aveva sudato sette camicie per il mantenimento della famiglia facendo il fabbro ferraio, concesse spazio ai figli, già grandi, di intraprendere un’attività sempre legata all’elemento ferro, costruendo attrezzature metalliche, anche brevettate, tanto richieste dalla rinascente industria manifatturiera. Alla F.A.M.A. (Fabbrica Attrezzature Mobili Arredamenti) lavorò tutta la famiglia, e Rolando, il fratello maggiore, fu il coordinatore in tutte le attività di crescita dell’azienda, cui seguì l’enorme sviluppo successivo. L’eredità di suo padre, raccolta da tutti noi, fu declinata in maniera personale ed artistica da mio fratello Enzo, (oggi scomparso) scultore del metallo e creatore del parco d’arte Pazzagli in Firenze dove sono raccolte molte delle sue opere. Osvaldo Alvaro Pazzagli si affacciò così, con timore, a un mondo nuovo, con la determinazione di conquistarlo, cosciente comunque delle tante difficoltà che avrebbe incontrato e che furono molte di più di quelle previste. Il suo profondo bisogno del rapporto umano lo aiutò moltissimo; nel suo lavoro riuscì a trasformare il cliente in amico, e viceversa. Per questo non trascurava nemmeno di iscrivermi alle più svariate associazioni dove, fra l’altro, ha avuto l’opportunità di intraprendere nuove iniziative. (…) Raggiunse ben presto, con tante iniziative messe in campo, l’indipendenza economica, che gli consentì di visitare quasi tutti i paesi del mondo (fra cui la Cina, l’Iran – l’allora Persia – la Russia, il Giappone, la Corea, gli Stati Uniti d’America, Panama, l’Egitto, la Libia, la Tunisia, oltre a molti dei paesi europei). Non sono mancati riconoscimenti prestigiosi, premi, targhe e attestati per alcune iniziative messe in campo, tantomeno incarichi culturali internazionali. Contemporaneamente, ha seguito con interesse le sorti del nostro Paese, pur non occupandosi di politica attiva. In questo vortice operativo, grazie anche ad un carattere aperto ed espansivo, ha conosciuto moltissime persone (compreso personaggi illustri), con culture diverse e di varia estrazione sociale, con i quali ha consolidato nel tempo un rapporto speciale di amicizia, di rispetto e di stima.

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Sabina Perri nasce a Firenze. È laureata in Medicina e Chirurgia,  Odontoiatria, specialista in medicina estetica. Amante dell’arte e della vita in tutte la sue espressioni, si dedica alla poesia e, da alcuni anni, ad opere in prosa. Prende parte a numerosi eventi culturali tra cui rassegne di poesia e premi letterari. Il suo nome figura pertanto nelle antologie-ricordo di diversi premi, nel Volume VI dell’enciclopedia “Poesia Contemporanea Fondazione Mario Luzi” e nei Volumi II e III dell’Enciclopedia “I Giovani di Holden”. Pubblica nel 2017, con CTL Editore Livorno, “Dall’Obbiettivo attraversando l’anima”, “La sosta nel viaggio” e “Siamo Colori”; nel 2018 “Fantasie” e “Parole di pietra, un ponte sull’Appennino Tosco-Emiliano”. Nel 2020 escono invece, per Scritti&Letti, “Aspettando…” e “Vergessen il capolavoro dimenticato”. Nello stesso anno, per i tipi delle Edizioni Setteponti, esce il presente libro “Dietro di te una traccia. Il Fuggiasco”, concretizzando sempre di più la dedizione di Sabina Perri alla scrittura in prosa.

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Marta Perugini, senese, dotata fin da piccola di spiccato senso artistico, da oltre venti anni rivolge il suo interesse verso la pittura antica, in particolare verso quella medievale e iconografica, attratta dalla carica di spiritualità che in essa recepisce. Nel suo percorso formativo in questa arte frequenta per cinque anni i corsi tenuti dai Maestri Aleksandr Stalnov dell’Accademia Teologica di San Pietroburgo e Giovanni Mezzalira presso la Scuola Permanente di Iconografia dell’Abbazia di Maguzzano e a Milano; impara l’antica tecnica della doratura “a guazzo” sotto la guida di Docenti dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e perfeziona le proprie conoscenze frequentando il Corso di Tecniche Antiche di Pittura presso l’Istituto d’Arte di Porta Romana a Firenze. Ha svolto attività didattica teorica e pratica sull’argomento a Siena, La Spezia, Cuneo, Camogli, Rapolano Terme, Castiglion Fiorentino, Abbazia di Monteoliveto Maggiore, Cortona e a Firenze presso la Regione Toscana. Ha realizzato i Drappelloni del Palio di Casteldelpiano (2012), del Palio di Piancastagnaio (2013), della Giostra del Saracino di Sarteano (2014) e la Tavola commemorativa del Torneo Straordinario di Tiro con l’arco del Comune di Montalcino (2018). Si è classificata al terzo posto con menzione d’onore alla Rassegna di Pittura Contemporanea Ville di Spa (Belgio) nel 2014. Le sue opere sono state esposte in mostre, collettive e personali, in luoghi prestigiosi (Palazzo Casali a Cortona, Palazzo dei Consoli a Gubbio, Chiostro Grande S.S. Annunziata a Firenze, Palazzo Comunale Storico a Montalcino, Archivio Storico del Comune di Firenze, Abbazia di San Galgano, Abbazia di Monteoliveto Maggiore) e si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero (Irlanda, Oklaoma, North Carolina). Le sue opere sono realizzate seguendo rigorosamente le tecniche antiche, dalla preparazione della tavola (incamottatura, imprimitura) alla doratura con bolo armeno e foglia in oro zecchino brunito e punzonato, alla pittura con pigmenti semipreziosi (lapislazuli, malachite, cinabro…) stemperati in tuorlo d’uovo e vino bianco.

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Sara Picchioni: “A noi che abbiamo vissuto quei giorni con il cuore che batteva forte e le gambe che tremavano.
A noi che non sapevamo fare niente ma abbiamo tentato di tutto per far funzionare le cose.
A noi che adesso abbiamo trent’anni ma ancora ridiamo come pazzi per le cazzate che facevamo a quei tempi.
A noi che ci siamo persi, ma, quando ripensiamo a quei giorni, non possiamo fare a meno di abbassare la testa e domandarci cosa sia realmente successo per farci cambiare ed allontanare così tanto.
A noi che non abbiamo mai dimenticato.
A noi che siamo rimasti insieme.
E a voi che abbiamo perso per sempre.”

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Antonio Pieraccini è nato a Cavriglia (AR). Quando a 25 anni lasciò il Semina­rio (1965), dopo 13 anni di studi seminarili, si trovò in una situazione estremamente diffi­cile. Prese il diploma magistrale e, dopo l’esame di ammissione (1968), si scrisse a Magi­stero di Firenze dove si laureò, molto tardi mentre lavora all’Enel, in Mate­rie Letterarie. L’interesse per il mondo ecclesiale e l’effervescenza vissuta in quel momento a Firenze (Preti della Madonnina del Grappa, don Milani, l’Isolotto di don Mazzi, i mo­vimenti minori di piccole comunità come quella del Vingone, ecc.) lo spinsero a frequentare le Facoltà di Storia della Chiesa e del Cristianesimo. L’amicizia con il professor Domenico Maselli lo aiutò ad approfondire le problematiche religiose, ma soprat­tutto a concentrarsi sulla figura di don Luigi Rosadoni (1928-1972) per il ruolo culturale da lui svolto nel mondo cattolico con particolare riferimento a quello avuto nell’ambito del dissenso cattolico in Italia. Riuscì ad elaborare solo una parte della vita di don Rosadoni pur mantenendo il desiderio e l’impegno di rivisitarne il messaggio di così alto valore però tuttora scomodo e pertanto né riconosciuto né studiato. Nel 1970 pubblicò 42 poesie, insieme a suo fratello Dante, per celebrare i 70 anni di “mamma Sabina”.

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Pino Pieri nasce a Sabaudia. Ha vissuto per molti anni a Roma, dove ha inizia­to la sua attività arti­stica. Attualmente risiede ad Anzio. Nel 1970 alle­stisce la sua prima mostra personale come pittore e nel 1977 prepara la regia di un suo spettacolo. Nel 1985 comincia a scolpire in bronzo (tecnica cera persa). Nel 1994 inizia a scrivere e rappre­sentare testi teatrali. Nel 1995 arricchisce la sua attività artistica con la poesia. È stato inserito nel volume “Letteratura Italiana – Poesia e narrativa dal Secondo Novecento ad oggi, vol. I” (Bastogi, 2007). Ha pubblicato la prima silloge poetica: “Nostalgia d’infinito” (Bastogi, 2007). Una se­conda silloge dal titolo: “E l’occhio beve luce” (Albatros, 2011). Ha pubbli­cato la prima raccolta di testi teatrali dal titolo: “Io… NON Io – Luci E Ombre SULLA Scena” (BastogiLibri, 2016).

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Francesco Pittalis è nato a Sassari il 2/01/44 e vive a Roma dove è sposato dal 1976, ha due figli e quattro nipoti.
Si è laureato in Chimica Industriale nel 1969 all’Università “La Sapienza” di Roma dove ha anche trascorso un triennio di specializzazione sulla chimica fisica di modelli per sistemi biologici.
Nel periodo 1972-1973 ha prestato servizio come chimico di processo e responsabile di impianto presso la Società Italiana Resine (SIR) prima presso il Centro Impianti Pilota di Gorla Maggiore (VA) e successivamente presso il petrolchimico di Porto Torres (SS).
Dal 1973 sino al pensionamento alla fine del 2008 si è occupato di ricerca industriale e gestione di progetti presso la Società di Ricerca del Gruppo Eni a Monterotondo (RM).
L’attività di ricerca svolta in un ambito molto ampio da dispositivi analitici a materiali speciali è attestata da brevetti e pubblicazioni su riviste internazionali.

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Annalisa Ristori, nata a Firenze, ha insegnato Letteratura Italiana e Latina nei licei. Ha fatto parte per diversi anni di vari comitati scientifici ed è autrice di saggi critici e analisi linguistico-letterarie. Con “L’ineffabile che si esprime” è ora alla sua seconda opera di critica dantesca. Con la prima: “Firenze, covo d’invidia” ha ricevuto il premio Firenze 2019 per la saggistica.

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GIOVANNI RONZONI, LISSONE (MI) ITALIA.

ARCHITETTO . ENDURISTA MONDO . PENSATORE . POETA . SCRITTORE

SCULTORE . PITTORE . FOTOGRAFO

VIAGGIATORE . PIONIERISTA . PERLUSTRATORE

NOMADE . ESPLORATORE DELLA VITA

GUERRIERO DEI FALCHI NERI DELLA NOTTE COL BECCO NERO GLI OCCHI NERI

E LE PIUME

BIANCHE.

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Dott.ssa Ilaria Rossi
Nasce e vive a Roma. Psicologa, psicoterapeuta umanistica-esistenziale e psicotraumatologa.
Appassionata, da sempre, di letteratura.
Ha prodotto diverse pubblicazioni scientifiche ed è curatrice di un personale blog professionale.
Ha tenuto numerose docenze, non solo all’interno dell’Università, sulle tematiche legate alla psicologia.
Condotto progetti scientifici di ricerca.
Continua ad approfondire con particolare attenzione l’ambito della psicotraumatologia.
“La fattoria delle anime” è il suo primo romanzo.

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Mirella Salonia è nata a Firenze nel 1966 e, dopo tre anni, si è trasferita a Ragusa, in Sicilia, dove tutt’ora vive. A 17 anni ha conseguito il diploma magistrale, a 25 anni ha iniziato la sua carriera di docente di scuola primaria. Ha conseguito la specializzazione come docente di sostegno e come consulente educativo. Ha studiato pianoforte fino all’ottavo anno, canto lirico e pop, in forma amatoriale chitarra e clarinetto, si è laureata in didattica della musica al Liceo musicale di Catania col massimo dei voti e in musicoterapia presso la scuola Aleteia di Enna col massimo dei voti e la lode. Recentemente ha conseguito l’Estill Voicecraft I e II livello e a breve sosterrà gli esami come EFP, Estill Figure Proficiency. Ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria Narrativa per Bambini nella Sezione Narrativa Edita col libro “Storia di un piccolo semino” al Premio “Giglio Blu di Firenze – III Edizione 2020” e il Terzo Premio nella Narrativa Inedita col libro “Storia di Gea e di un libro che va e poi ritorna” al Premio “Solstizio d’Estate – San Giovanni Valdarno – I Edizione 2020”. Ha scritto, inoltre, un libro autobiografico sull’adozione da parte dell’adottato dal titolo “Storia di una diversa”.

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Massimo Seriacopi, Docente di Lettere, Vicedirettore della rivista “Letteratura Italiana Antica”, Direttore delle collane “Dantesca” e “Poesia Medioevale” della FirenzeLibri/Libreria Chiari e della collana “Minima Dantesca” della Aracne, autore di numerosi volumi di studi danteschi e di articoli su riviste italiane, francesi, spagnole, ungheresi e statunitensi. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo le ultime: “Illuminazioni dantesche e considerazioni su Dante Alighieri” (Edizioni Helicon, 2019), “Il dono di Dante Alighieri e le allegorie fondamentali” (Libreria Salvemini, 2019), “Un viaggio verso l’Inferno di Dante Alighieri. I primi tre canti della Divina Commedia” (Libreria Salvemini, 2018), “Dal male all’amore. Appunti sul viaggio di Dante Alighieri” (Le Càriti Editore, 2013), “La Firenze infernale di Dante Alighieri” (Media Point Editore, 2011), “Il sesto canto dell’Inferno all’interno di un volgarizzamento inedito trecentesco del Comentum di Pietro Alighieri” (Firenzelibri, 2011), “Una lettura di Paradiso III” (Firenzelibri, 2010).

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Marco Sterpos, Italianista formatosi alla scuola di maestri come Walter Binni e Raffaello Ramat, ha approfondito gli studi su Carducci fin dagli anni dell’Università, dedicandosi ad aspetti dell’autore già dalla tesi di laurea. In tutti gli anni seguenti Carducci è stato al centro della sua attenzione, e infatti sul letterato ha pubblicato l’edizione critica dell’Epistolario Carducci-Del Lungo (2002, per la Nuova Edizione Nazionale delle opere di Carducci); le Interpretazioni carducciane (2005); L’artista e il vate. L’esperienza
poetica di Giosue Carducci (2011). Numerosi suoi articoli carducciani sono apparsi su riviste letterarie dagli anni Sessanta del secolo scorso ad oggi. Nel 2020 ha pubblicato anche un romanzo storico, ricco di documenti, dedicato all’amore di Carducci per Lina Cristofori Piva (Il poeta, la donnissima e il generale). Ha pubblicato anche numerosi articoli su Alfieri e su Dante Alighieri.

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Rosetta Trefoloni: “Un viaggio dentro la mia stessa vita.
Dentro il seme che si manifesta come un’ altra epifania nell’universo delle creature tutte.
Dentro il ventre di mia madre che si gonfi a come le gemme mentre inventano un nome… un nome di donna che verrà protetta al pari dell’ultima covata e
che si lascerà accarezzare dal ritmo lento delle onde senza farsi appesantire dal fango del padule…

Un frullo d’ali
una brezza leggera
uno sciaguattìo di remi
un battesimo… “

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Ivan Vicenzi, nato a Legnago (Vr) il 09/06/1973, abita a Sermide (un piccolo paese della pianura padana in provincia di Mantova) ed esercita la professione di bancario. Scrive prevalentemente poesie e brani in prosa. All’inizio del 2003 ha iniziato a sottoporre i suoi scritti al giudizio del pubblico, pubblicando nel 2004 una raccolta di poesia dal titolo “Piccoli appunti di viaggio”. Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti in diversi premi letterari tra cui ricordiamo: il primo premio al concorso di poesia M. Yourcenar (2004) e il terzo premio al concorso Olympia (2004) di Montegrotto Terme (Pd). Dopo un periodo di pausa è ritornato a scrivere e a partecipare ad altri concorsi letterari, sempre con ottimi risultati. Nel 2014 ha pubblicato due raccolte di poesie dal titolo: “Correndo su un filo immaginario verso l’Orizzonte” (edito da “Montedit”) e “Semi di Girasole” (edito da “Yuocanprint”). Nel 2015 poi ha pubblicato la raccolta “Emozioni di Passaggio” (edito da “Freccia d’Oro”).

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Salvatore Zucchini, nasce nel marzo del 1970 a Napoli, dove tutt’ora vive. Ha sempre lavorato dall’età di sedici anni (più in particolare dopo la scomparsa di suo padre). Attualmente è Collaboratore Amministratore della TirreniaAuto Srls. Fin dalla sua adolescenza ama scrivere versi e poesie. Questa, “Una vita di emozioni”, è la sua opera prima, nonostante abbia già ricevuto prestigiosi riconoscimenti in vari concorsi letterari ed abbia partecipato a varie antologie poetiche.

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