“Dante e il romanzo della Divina Commedia. Purgatorio” di Salvatore La Moglie

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Con un saggio introduttivo su Dante e la Divina Commedia rivisto e arricchito di preziose annotazioni, Salvatore La Moglie, anche questa volta, offre una lettura innovativa facendo del Purgatorio una seconda parte del romanzo decisamente avvincente perché così non si era mai letta prima. Anche nel Purgatorio, come nella Commedia in generale, gli esemplari peccatori passati in rassegna sono quelli, eterni, del sistema, delle élites, delle classi dirigenti soprattutto della politica e della Chiesa che, alla fine della loro vita, si sono pentiti sinceramente delle loro imperdonabili colpe e Dio, nella sua infinita misericordia e nel suo infinito amore, li ha perdonati e destinati a salvezza. Se qualcuno pensa che la politica sia presente soltanto nell’Inferno si sbaglia, perché c’è anche nel Purgatorio e tanti sono i canti-capitoli in cui Dante si serve dei suoi personaggi per lanciare i suoi urli-j’accuse-denunce contro la corruzione e le degenerazioni, a tutti i livelli, delle classi dominanti, con la Chiesa indicata come imputata numero uno, come la fonte principale del male e dei guasti che affliggono non solo l’Italia ma il mondo intero. L’immenso e grandioso romanzo della Commedia, dunque, prosegue così come prosegue il folle viaggio di Dante alla ricerca della salvezza e della felicità perduta con il peccato di Adamo ed Eva e la loro cacciata dal Paradiso Terrestre. Verso la fine Virgilio (la Ragione) scompare e sulla scena appare, in tutta la sua folgorante bellezza, Beatrice, la donna tanto amata da Dante, che simboleggia la Fede, la Grazia, la Teologia, la Scienza delle cose divine: adesso sarà lei a guidare Dante, a spiegargli tutto quello che la Ragione non è in grado di chiarire e a condurlo alla visione di Dio. Con il Purgatorio Dante ci vuol dire che la conquista della felicità, sia terrena che celeste, è possibile ma costa fatica e implica una particolare disposizione culturale, morale e spirituale dell’uomo che, finalmente, deve ripensare la propria esistenza e fare una svolta a 360° ponendosi come obiettivo e meta il bene e non il male, il senso della comunità, la bellezza dei beni spirituali che sono eterni, rifiutando di rincorrere quelli terreni che sono ingannevoli ed effimeri, falsi e bugiardi e, insomma, puro e disposto a salire alle stelle.

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Descrizione

Salvatore La Moglie è nato a Lauropoli (CS). Laureato in Lettere a Milano, nel 1998 ha pubblicato il suo primo romanzo La stanza di Pascal (Pellegrini) e, nel 2000, Il cocchio alato del tempo (Rubbettino). Tra il 2017 e il 2018 sono state pubblicate, da Aletti, la raccolta di poesie La parola che resiste, i Profili letterari del Novecento, la silloge Il poeta è un minatore e da Macabor la raccolta di fiabe Caporal Tabacco e altre storie e il racconto lungo Hanno rapito Moro! Nel 2020, sempre per Macabor, ha pubblicato la nuova edizione de Il cocchio alato del tempo, il racconto lungo Hanno ucciso Moro!, la silloge Il poeta e la pandemia e la nuova edizione dei Profili letterari del Novecento, mentre per Edizioni Setteponti la nuova edizione de La stanza di Pascal e la silloge I poeti non scrivono sulla sabbia. Nel 2021, sempre per Setteponti, ha pubblicato il saggio Dante e il romanzo della Divina Commedia. Inferno e, ad oggi, il saggio Dante e il romanzo della Divina Commedia. Purgatorio. Pure per il 2022 è prevista la pubblicazione di altri due saggi: Che cos’è la Divina Commedia e Conoscere la poesia di Corrado Calabrò. Quinta dimensione. Collabora con alcuni periodici di letteratura e cultura. Numerosi sono i riconoscimenti ottenuti e i testi pubblicati in svariate antologie. Dal 2020 risulta tra i poeti accreditati su WikiPoesia, Enciclopedia poetica.

Informazioni aggiuntive

Peso 0.7 kg
Dimensioni 21 × 14.8 × 29 cm

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